Microfonazione degli archi

Pubblicata sulla newsletter IITM - novembre/dicembre 2011

La ripresa degli archi

Tecniche di ripresa microfonica

 

Questo articolo è rivolto a chi si trovi ad effettuare una registrazione di un ensemble d’archi, siano essi un quartetto o parte di un’orchestra sinfonica e voglia approfondire le possibili tecniche di ripresa per ottenere un suono solido e convincente. Non solo, lo studio delle tecniche di microfonazione porterà un beneficio a chi si accosta allo studio dell’orchestrazione virtuale e voglia meglio comprendere come ottenere  un suono più veritiero impostando correttamente i riverberi e la disposizione spaziale.

pastedGraphic.pdfInnanzi tutto parliamo di quella che dovrebbe essere la disposizione classica sul palco, da sinistra a destra troviamo i violini (1° e 2° fila con il solista disposto davanti la prima fila vicino al direttore - della cui microfonazione oggi non tratteremo) al centro le viole, a destra i violoncelli (le file delle viole e dei violoncelli hanno la medesima disposizione dei violini) e i contrabbassi dietro le file dei violoncelli. Nel caso di musica da camera (tipo un quartetto) avremo il contrabbasso come ultimo strumento sulla destra di un emiciclo.

 

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Prima di passare alle tecniche di ripresa invito a fare una riflessione riguardo il riverbero derivante da disposizione orchestrale; mentre per un quartetto il riverbero suonerà unico sia come EQ che come durata data la vicinanza degli strumenti, per l’orchestra udremo diversi piani di riverberazione a seconda della distanza degli strumenti dal punto di ascolto. Un violoncello  disposto in prima fila avrà un riverbero meno presente, con uno spettro più ricco di alte frequenze, rispetto ad un contrabbasso disposto in ultima fila. Questa distinzione è valida non solo tra le varie sezioni, ma anche all’interno delle sezioni stesse.

 

Una seconda riflessione andrebbe fatta sul suono stesso di una sezione d’archi/ensemble. Il suono che ci interessa principalmente è un suono nel quale i transienti iniziali del suono siano meno definiti e nel quale non si distingua esattamente il suono di ogni singolo strumento. Da ciò capiamo che una ripresa molto ravvicinata (entro i 10 cm) non sarà fruttuosa, dovremo quindi usare più layer di ripresa ad una corretta distanza:

 

ripresa panoramica, che renda un immagine stereo veritiera

ripresa ravvicinata, per gestire il suono delle sezioni

ripresa d’accento, mono o stereo - per gestire lo spessore sonoro.

 

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I - Microfonazioni Panoramiche 

 

La microfonazione panoramica è la prima e più importante tecnica per la ripresa di un ensemble, tanto che potrebbe essere esaustiva se effettuata correttamente. 

Nella mia esperienza le microfonazioni panoramiche più fruttuose sono due: la Decca Tree e la tecnica XY, poiché a mio avviso risultano quelle che rendono un ottimo panorama stereo mantenendo un’alta coerenza di fase e il giusto bilanciamento tonale. 

Le due tecniche qui trattate hanno in comune la posizione dei microfoni rispetto alla fonte sonora, per le orchestre sono posti ad un altezza di 4 mt dal suolo, arretrate di 3-4 mt verso la platea dalla postazione del direttore. Mentre per quartetti o sezioni ridotte ad un’altezza di 2 - 3 metri arretrate di massimo 2 mt dal centro dell’emiciclo.

 

Decca tree

 

pastedGraphic_3.pdfIn questa tecnica vengono usati tre microfoni, uno per il canale destro, uno per il sinistro e il terzo centrale, disposti come in figura 4. Il centrale è avanzato di 1,5mt rispetto all’asse dei due microfono L/R distanti tra loro 2 mt, ruotati di 45° rispetto all’asse di ripresa del centrale. I microfoni L/R devono essere condensatori cardioidi, per il centrale invece si può scegliere tra un cardioide, un sub-cardioide (wide cardioid) o un omnidirezionale, stando molto attenti alla fase. 

Per le riprese di un’orchestra, qualora si voglia ottenere un’immagine stereo più ampia, si può affiancare al decca tree una coppia di microfoni in tecnica spaziata posti lateralmente a riprendere le estremità dell’orchestra. In questo caso però sarà bene porre la coppia L/R anteriormente al microfono centrale, forzatamente cardioide, ad una distanza di  45 cm, e la distanza tra i microfoni  L/R di 1mt. 

 

Ripresa XY

 

Questa tecnica con capsule coincidenti (angolo 90°) garantisce la ripresa di un suono naturale, senza “buchi” nel panorama stereo.pastedGraphic_4.pdf Il panpot viene aperto tutto a destra tutto a sinistra. Anche in questo caso possiamo affiancare una coppia di microfoni in tecnica spaziata, avendo l’accortezza di ridurre il panpot della coppia XY a 60°/70°. In questo caso i microfoni devono essere condensatori cardioidi, a meno che non si voglia ottenere un suono molto più morbido, nel qual caso consiglio di ascoltare l’effetto che si ha da un microfono a nastro stereo XY tipo quelli prodotti dalla Royer (SF12 - SF24 - SF24v)

 

II - Microfonazione ravvicinata

 

Ovviamente per tecnica “ravvicinata” non intendiamo il porre i microfoni vicino agli strumenti (entro i 20-30 cm) come si usa nei generi pop, ma sempre una vicinanza che serva ad udire un po’ più distintamente la sezione che ci interessa mantenendo le caratteristiche di una pasta sonora da ensemble. Ovviamente non possiamo evitare i rientri dalle altre sezioni, ma equalizzando a dovere le riprese ravvicinate possiamo far risaltare o meno una sezione. Mi spiego meglio, i microfoni preposti alla sezione dei contrabbassi, ricevono delle frequenze fondamentali che vanno da 32Hz a 660Hz, ponendo un low pass a 660Hz libereremo spettro per i violini che hanno frequenze fondamentali da 196Hz a 1975,500Hz. 

In questo caso occorre dividere le sezioni di archi come segue: viola e violino - violoncelli - contrabbassi. Questo si rende necessario per il piazzamento dei microfoni. le sezioni di viola e violino andrebbero riprese con un microfono condensatore cardioide posto ad 1,80mt da terra a circa 1mt dalla sezione, inclinato a 45° verso la stessa

I violoncelli invece useranno sempre un condensatore cardioide, ma posto a 1mt  di altezza, circa 1 mt di distanza indirizzato verso la effe dello strumento.

I contrabbassi andranno microfonati similarmente ai violoncelli ma preferibilmente con un condensatore sub-cardioide sempre ad 1mt da terra, ad una distanza tra i 20 e i 45cm (a seconda del ruolo ricoperto in partitura) sempre orientati verso la effe dello strumento.

 

III- Microfonazione d’accento

 

Questa tecnica si usa per portare la ripresa ad un livello di bilanciamento tonale migliore, in pratica consiste nel piazzare un microfono (omnidirezionale - sub cardioide) o una coppia microfonica stereo (tecnica XY oppure ORTF ad angolo divergente di 110°) davanti al direttore, più o meno equidistante tra le varie sezioni, ad altezza dell’ascolto del direttore.

In pratica questo ulteriore microfono se piazzato correttamente, porta un aumento della “presence” e crea un naturale overdubbing. 



 

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